Intitolazione ad Amedeo Damiano dell'Aula "VVlaParola"

Il pomeriggio del 27 marzo 2026 è iniziato con l’accoglienza, al terzo piano del lotto A, dei familiari di Amedeo Damiano, i figli Alessandro e Giovanni, la moglie Giuliana Testa e, tra gli altri, anche i suoi ex compagni di classe, come Alberto Griffini e Lorenzo Schiavetti.
La prof.ssa Daniela Macca ha spiegato, ai presenti, le motivazioni della scelta di intitolare l’aula “VV La Parola” ad Amedeo Damiano: questi, infatti, con la sua vita ha saputo dare voce al significato della parola legalità, testimoniandola con coraggio e difendendola ogni giorno, nel suo ambiente di lavoro, con coerenza e dignità. Quella voce continua a risuonare anche attraverso l’impegno del figlio Giovanni, che non si stanca di incontrare gli studenti per raccontare la storia di un uomo che ha scelto la coerenza al posto del silenzio, affinché la memoria del padre non sia un ricordo statico, ma un invito all’azione quotidiana.
Prima di svelare la targa, i rappresentanti di Istituto, degli studenti e dei genitori hanno presentato degli oggetti o delle immagini, selezionati proprio per ripercorrere brevemente alcuni tratti della vita di Amedeo.
Matteo ha donato alla famiglia una felpa del nostro Liceo, per ricordare che Amedeo è stato studente di questa scuola, nella sezione H, dove ha tessuto delle relazioni vere e autentiche. Lisa ha mostrato alcune foto della famiglia di Amedeo, sorridente con la moglie e sempre presente con i figli, padre severo e rigoroso, ma anche tenero e affettuoso. Arianna ha scelto una foto della strage di piazza Fontana e una foto di Saluzzo, per spiegare la decisione di Amedeo di lasciare Milano e rifugiarsi nella più tranquilla città natale di Giuliana. Andrea ha portato un vaso trasparente, per sottolineare che Amedeo Damiano, diventato Presidente della Unità Socio-Sanitaria Locale 63 di Saluzzo nel 1984, si è posto a servizio dei più deboli, dei più semplici, invocando la trasparenza come medicina per rimuovere i mali della Pubblica Amministrazione.
Sono intervenute poi due rappresentanti dei genitori. La signora Cozzolino ha letto alcuni numeri simbolici: 100, come i cento giorni trascorsi tra l’agguato ad Amedeo Damiano avvenuto il 24 marzo del 1987 e la sua morte avvenuta il 2 luglio dello stesso anno; 20 e 14, come il numero di anni della vicenda giudiziaria e 14 come i processi svolti. La signora Kenner ha, invece, mostrato una foto recente di Giovanni Damiano con la figlia Maria, accanto a Paola e Cristina Caccia, figlie del procuratore Bruno Caccia (ucciso dalla 'ndrangheta nel 1983), scattata il 21 marzo alla manifestazione per la Trentunesima Giornata della Memoria e dell'impegno in memoria delle Vittime innocenti delle mafie, tenutasi a Torino, dal titolo “Fame di verità e di giustizia”.
A questo punto, la signora Giuliana, insieme al figlio Alessandro, ha scoperto la targa intitolata ad Amedeo, tra gli applausi generali.
È seguito un breve momento conviviale, con l’apertura di alcuni doni per i nostri ospiti.
Ci si è poi spostati in Auditorium per lo spettacolo di Christian La Rosa dal titolo Senza motivo apparente.
L’introduzione e il dibattito sono stati condotti dalla referente dell’iniziativa, insieme a Pietro Basile, referente di Libera Milano, e Stefano Frattacchini, nipote di Giorgio Ambrosoli, alla presenza del figlio della vittima. Le conclusioni sono state affidate alla Dirigente scolastica Mariarosaria Arena.
Si ringraziano tutti coloro che sono intervenuti, in particolare i familiari di Amedeo, e tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento.

Momenti salienti dell'intitolazione ad Amedeo Damiano dell'aula "VVlaParola"
Damiano_oggetti Inaugurazione alla presenza del CDI Svelamento della targa Inaugurazione della targa Introduzione allo spettacolo Spettacolo con Christian La Rosa Saluti finali