2M - Escher e le geometrie dell'io
Il progetto, ideato dalle prof.sse Maria Chiara Lepore e Francesca Malara per la classe 2M, è nato da una domanda semplice: che cos’è l’arte e quale significato può avere per ciascuno di noi? A partire da questa riflessione, avviata in classe prima della visita alla mostra di Escher presso il MUDEC, gli studenti hanno intrapreso un percorso interdisciplinare di didattica orientativa.
Durante il mese di gennaio le attività si sono svolte in ore di compresenza tra Arte e Italiano, permettendo di intrecciare linguaggi e modalità espressive diverse. La visita alla mostra ha offerto nuovi spunti di osservazione e, riprendendo anche alcune proposte del laboratorio didattico del museo, gli studenti hanno realizzato pattern ispirati alle opere di Escher, lavorando sui temi dell’illusione, della trasformazione e del cambiamento.
Parallelamente, ciascuno studente ha scelto un’opera dell’artista che lo aveva particolarmente colpito, fotografandola durante la visita e motivando la propria preferenza attraverso una riflessione personale. Durante il laboratorio grafico tematico, inoltre, l’esperienza artistica è diventata anche l’occasione per interrogarsi su sé stessi e sul significato dei temi scelti per i propri lavori attraverso un'ulteriore riflessione personale.
Gli scritti sono stati poi impaginati con Canva per creare pannelli espositivi da affiancare agli elaborati grafici. Il percorso si è concluso con l’allestimento, da parte della classe, di una piccola mostra ora visibile al secondo piano del Lotto A, di cui riportiamo qualche immagine. Le foto sono state scattate dalla dott.ssa Pina Scurria, assistente amministrativa del Liceo, che si ringrazia per la gentile collaborazione.
fantasia.Sicuramente non è una cosa che noto soltanto io, ma per me è comunque speciale: nel silenzio assoluto mi piace ascoltare i rumori che di solito non si
sentirebbero. Secondo me è bello pensare come molte cose vengano date per scontate, perché, quando non ci sono, sono quelle di cui si sente più la mancanza.
Per esempio, penso a quando i miei genitori mi chiedono come sia andata la giornata al mio ritorno a casa; a me, che sono una persona di poche parole, non
piace molto rispondere e per questo non mi sforzo nel farlo. Se penso però che potrebbe non chiedermelo nessuno, capisco quanto sia importante impegnarsi.
Allo stesso modo, mentre si cammina per strada non si fa caso al vociferare delle persone, eppure c’è sempre. In questa stampa non si sente il rumore delle bolle
prodotte dai pesci perché è coperto dallo starnazzare delle oche.
